Per adesso
gennaio 18th, 2012 § 4 commenti
- Ciao
- Ciao
- Tutto ok?
- Il solito.
- Per niente ok, allora.
- Già.
- Ci conosciamo da pochi giorni, eppure…
- Sono una che si porta appresso l’inferno e senza alcuna discrezione, eh?
- Avrei detto “una con l’umore un po’ scuro”, ma mi piace come parli.
- A me piace come mi prendi poco sul serio. Mi fai ridere.
- Sì?
- Sì. Credevo ormai di volere un uomo, almeno uno, che non mi facesse ridere…
- Mi auguro non sia un problema.
- No, in realtà no. Certo, lo diventerebbe se non ti potessi telefonare. Posso telefonarti ogni tanto?
- Sì, credo di sì. Vorresti che ci telefonassimo?
- Sì, anche adesso. Così, per sentire se mi fai ridere bene anche da lontano.
- Un test, insomma.
- Sì, esatto. Hai il telefono?
- Certo. Ti chiamo?
- Dai.
- Ok… rubrica… cerca… Giulia. Dio, che nome meraviglioso questa ragazza…
- Non fare il provola e chiamami!
- Ecco. Sta squillando.
- No, non è vero. Ah, no aspetta! Ecco! Pronto?
- I could feel at the time. There was no way of knowing…
- Ahaha! No, dai! Smettila!
- Fallen leaves in the night. Who can say where they’re blowing…
- Tu non mi vuoi fare innamorare, mi vuoi uccidere!
- Be’, non ti sei già innamorata?
- Quando mi hai baciato la spalla in macchina in effetti ho creduto di esserci vicina.
- Cavolo, allora rimandiamo il delitto passionale. È stato bello sentirti, ciao Giulia.
- Ciao.
- Allora? Come sono andato?
- Hai una bella voce.
- Tu hai dei begli occhi.
- Ma per telefono non si vedono.
- Io li vedo.
- Grazie, adesso è facile! Sono qui!
- No no, li vedo anche se non li guardo.
- “Ti vedo se non ti guardo” penso sia la cosa più bella che mi sia mai stata detta.
- Pensa, non me le preparo nemmeno prima. Almeno da quando non ho più 16 anni.
- Che uomo…
- Ti stai innamorando?
- Non posso. Ci guardano.
- Maledetti! Gli dico qualcosa?
- Digli che mi ami.
- Non posso. Sono sordi. Altrimenti non se ne starebbero lì impalati; in albergo gli ho detto che ti avrei baciata se ci avessero lasciati soli.
- Le battute no, ma i baci te li prepari!
- Ai baci non posso non pensarci. Le battute, invece… mi vengono quando non penso.
- Devi pensare molto poco quando sei con me.
- Sì, direi proprio di sì. Mi sembri abbastanza intelligente per entrambi.
- A che ora riparti?
- Sto già partendo, ti sei dimenticata?
- Sì. Tendo a rimuovere le cose che mi rendono triste. O spaventata.
- Sei spaventata?
- Già. E talmente tanto che adesso vorrei anche dimenticare come ti chiami.
- Tanto stasera ti richiamo per ricordatelo. O è troppo? Preferisci domani? Ci diamo il buongiorno.
- Sai che buongiorno…
- Allora la sera? Per la buonanotte?
- No.
- Ti farò ridere e cambierai idea.
- È una tragedia.
- Lo so. Me ne rendo conto.
- Non mi toccare così.
- Così come?
- Così come… non lo so. Deve essere il tuo modo di toccare. Non ci sono abituata.
- Sì… è la prima volta che ti tocco, credo.
- Sì, quando mi ti sono avvicinata hai sempre tenuto le mani in tasca…
- Però, non so se hai notato, protendevo il petto.
- Ah! Protendevi il petto, tu?!
- Oh sì. Speravo ci appoggiassi queste belle tempie che hai…
- Trovi abbia delle belle tempie?
- Sì, sono tempie intelligenti.
- Ma perché mi sembra di conoscerti da una vita?
- Questo non so proprio dirtelo. Mi dai la stessa sensazione.
- Oh… ti stanno facendo cenno dal binario. Devi andare.
- Ah… sì.
- Dai, tanto ci telefoniamo.
- Certo. E adesso ti bacio.
- È la prima volta che mi baci.
- Sì.
- Ma loro ci guardano…
- Ma sì, non ti preoccupare. Puoi pure non innamorarti. Per adesso.
Bello.
Hai il pregio di “far vedere” i tuoi racconti. Forse te l’avevo già…ma io ho il difetto di avere poca memoria. un saluto e sinceri complimenti…
…mi piace!
brava brava brava