Basta esercizio e si può fare a meno di tutto

gennaio 10th, 2012 § 7 commenti

Ognuno s’inventa il proprio modo per scomparire. Io, ad esempio, faccio fortissimo una cosa finché non mi sembra quasi di poterne morire. E questo vale se corro, se amo e anche se odio.
Fino a quando quasi non m’ammazzo, io non esisto.
Poi arriva un terso mattino domenicale, il cielo spalancato sui binari vuoti, l’alba che ingentilisce i contorni metallici della metro San Paolo come se stessi sognando. Ho il deserto fuori e dentro, il fiato mozzo… e non sono mai stata più viva, più chiaramente esistente di così. La solitudine mi apre un varco nello sterno dentro al quale potrebbe accomodarsi chiunque, senza mai riempirlo. Come quando vigliaccamente mi sono stesa nel tuo letto, senza mai sentirmici dentro. Che poi è assurdo pensare a quante altre volte abbia dormito da sola sentendo nitidamente la presenza di chi in realtà non c’era. Avrei voluto chiederti se ti era mai successo, ma mi sembrava così maleducato…
Mi incontro nuovamente lungo il cammino familiare dell’accettazione e il concetto si fa chiaro e incrollabile come l’alba su Roma.
Basta esercizio e si può fare a meno di tutto.

§ 7 Risposte a Basta esercizio e si può fare a meno di tutto"

  • dovenonso scrive:

    Con un pò di esercizio si può anche morire, però poi non si potrebbe più tornare indietro.

  • Giovanni scrive:

    con un pò di esercizio si può anche sorridere :)

  • Roberto (uvisigù) scrive:

    Quasi. Ancora un po’ di lavoro in levare, togliendo l’inutile, scarificando, scarnificando. Limando qualche verbo, scartavetrando qualche aggettivo, dando cadenza. Quasi. Quasi poesia.
    Parola di defunto.

  • Roberto (uvisigù) scrive:

    Ieri ho sofferto il dolore,
    non sapevo che avesse una faccia sanguigna,
    le labbra di metallo dure,
    una mancanza netta d’orizzonti.
    Il dolore è senza domani,
    è un muso di cavallo che blocca
    i garretti possenti,
    ma ieri sono caduta in basso,
    le mie labbra si sono chiuse
    e lo spavento è entrato nel mio petto
    con un sibilo fondo
    e le fontane hanno cessato di fiorire,
    la loro tenera acqua
    era soltanto un mare di dolore
    in cui naufragavo dormendo,
    ma anche allora avevo paura
    degli angeli eterni.
    Ma se sono così dolci e costanti,
    perchè l’immobilità mi fa terrore?

  • Erin scrive:

    Certo, con un po’ d’allenamento tutto si fa, saper accettare ne richiede tanto. Ma respirare un giorno con le proprie regole e realmente per ciò che si vuole vale tutti gli 80 anni passati attaccati al tubo della civile accettazione. Pochi sono quelli che si permettono di avere senza chiedere mai. Ci meritiamo il meglio. E se non lo chiediamo non deve mai essere per rassegnazione. Ma solo perchè quel meglio lo vogliamo solo da alcune persone.

  • Erin scrive:

    E se dobbiamo volerci bene, alleviamoci anche a no maleducati e domande inopportune. I capri espiatori stanno bene nelle Bibbie degli altri. Quando nasciamo non commettiamo nessun peccato così grosso da dover essere pagato a suon di discreti perbenismi.

Lascia un Commento

Fill in your details below or click an icon to log in:

Logo WordPress.com

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Modifica )

Foto Twitter

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Modifica )

Foto di Facebook

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Modifica )

Connecting to %s

What’s this?

You are currently reading Basta esercizio e si può fare a meno di tutto at Un Giardino di Mangrovie 2.0.

meta

Follow

Get every new post delivered to your Inbox.

Join 49 other followers